INTERVISTA AD HARTMANN DONA’
“Il mio lavoro presso Cantine Monfort”

pubblicato da: Wine Blog in Cantine Monfort, Interviste, Partner — 15 February, 2010 @ 12:18 pm

Hartmann Dona fonte: www.enoicheillusioni.comLa qualità dei vini di Cantine Monfort nasce da un insieme di fattori diversi ed uno di questi è sicuramente il contributo di un grande enologo quale Hartmann Donà.

L’ex enologo della prestigiosa Cantina Terlano lavora infatti, oramai da quattro anni, come consulente per l’Azienda di Lavis. WineBlog ha quindi pensato di farsi raccontare la sua esperinza di vita professionale presso Cantine Monfort ed alcuni trucchi del mestiere:

Una componente importante della tua carriera è stata sicuramente l’esperienza della Cantina di Terlano: che cosa significa essere l’enologo di una delle cantine più prestigiose d’Italia?
Ho lavorato a Terlano per 8 anni, dal 1994 al 2002 e devo dire che avere questo incarico significava assumere una grande responsabilità in riferimento a quanto era stato fatto nei precedenti 100 anni di storia della cantina. Per questo motivo, bisognava sapere mescolare la sensibilità nei confronti della storia e della tradizione dell’Azienda con la mia personale impronta. Tradotto voleva dire continuare a dare forza ai vini dei conferitori ma soprattutto, essere capaci di coinvolgerli con passione, far sentire loro il senso della responsabilità.

In che senso?
Uno dei miei compiti è stato quello di far capire ai viticoltori che la qualità dei vini passava prima dalle loro e solo successivamente dalle mie mani. La qualità del vino ha origine dal vigneto ed è quindi responsabilità del viticoltore lavorare alla cura ed alla bontà delle uve le cui caratteristiche si fondono solo in un secondo momento con la preparazione e l’esperienza dell’enologo. Sono molto soddisfatto di quell’esperienza perchè credo di essere riuscito nel mio intento: ho contribuito alla motivazione dei produttori; ad intensificare ancor più la passione che questi avevano nei confronti di quel piccolo gioiello che avevano tra le mani e che insieme abbiamo poi valorizzato.

Il tuo nome ed i tuoi risultati sono ampiamente conosciuti; quello che però si sa forse un po’ meno è l’approccio più umano che Hartmann adotta nel momento in cui inizia a lavorare a dei nuovi progetti. Nel caso di Terlano per esempio, a fronte della storia della cantina e delle responsabilità dell’enologo, come hai vissuto il compito che ti veniva assegnato? Ansia da prestazione?
Per fortuna sono abbastanza contenuto diciamo, non mi lascio prendere da ansie, ma mi metto a lavorare e come sempre, cerco di fare del mio meglio. Diciamo che sono uno di quelli che si butta in acqua e inizia a nuotare!

Parliamo invece della tua esperienza a Cantine Monfort:
Cantine Monfort è un’Azienda che ha sicuramente il grande vantaggio di poter disporre di vigneti collocati in siti particolari che spaziano da zone pianeggianti a pendi scoscesi. Disporre di siti del genere significa inevitabilmente avere tra le mani la possibilità di ottenere dei grandi vini, dei vini unici e particolari ed il mio compito ovviamente è quello di sottolinearne le potenzialità. Voglio poter valorizzare i vini di Cantine Monfort esaltando proprio le caratteristiche trasmesse da quei territori. Ecco quindi che stiamo lavorando all’individuazione di siti che nella loro combinazione possano dare vini unici. Per fare questo stiamo visitando anche i siti dei conferitori e, riconosciute le particolarità di ciascuno di essi, tramite la vinificazione separata lavoriamo all’ottenimento del massimo potenziale. E’ infatti attraverso la vinificazione separata che abbiamo modo di poter ottenere il vero potenziale del territorio.

In che modo si garantisce la ripetibilità di un vino di alto livello, di annata in annata?
Come dicevo prima secondo me le uniche vere costanti che si possono riprodurre  sono: la costanza, l’amore e la passione che i viticoltori mettono in vigna. Sono gli unici “ingredienti” che si possono ripetere con sicurezza perchè come sappiamo, di annata in annata le condizioni ambientali variano e con esse anche quella dei vini. “Lavorare bene” è quindi l’unico modo per essere “quasi” sicuri di ottenere quello che si vuole.

Il suo vino preferito tra quelli di Cantine Monfort?
Domanda difficile perchè io non ho mai trovato un vino che sia il mio preferito. Io amo i vini nel loro complesso, nelle loro differenze quindi mi è difficile dirtene solo uno. Ad ogni modo posso dire che il Pinot Nero di Maso Cantanghel e il Blanc De Sers sono sicuramente tra quelli che mi danno più soddisfazioni. In particolar modo il Blanc De Sers trasmette quelle sensazioni antiche che derivano direttamente dalle uve di un tempo, uve che del resto si utilizzano per la sua produzione come Wanderbara, Vernaza, Veltliner Rosato e Nosiola.

La tua formula magica per ottenere un grande vino?
Un grande vino nasce in vigna, ma un’ottima uva se lavorata non bene, non da un buon risultato. Quello che ci metto quindi per ricercare un vero vino è questo: sensibilità, pazienza e soprattutto molto, molto tempo e sai cos’altro? Low input wine making: poca tecnica insomma. Con la grande tecnica  si possono davvero distruggere le peculiarità dei vini: i troppi filtraggi per esempio tolgono qualità. Meno tecnica quindi, è quello che ci vuole. Lasciamo fare alla natura e limitiamoci a sorvegliare l’evoluzione del vino.

Jessica Ceotto

Per maggiori informazioni:
Cantine Monfort
Lavis (TN)
tel.: +39 0461 246353
info@cantinemonfort.it
www.cantinemonfort.it

1 commento
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  1. Low input wine making: questa intervista si conclude con un grande messaggio di saggezza… grazie Hartmann… e grazie per l’intervista!

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