Messaggio sponsorizzato Duemani COME SI DETERMINA IL PREZZO DEL VINO?
pubblicato da: admin in Azienda Vitivinicola Duemani, Cultura del vino, index, riflessioni — 19 May, 2009 @ 3:48 pm
Come viene definito il prezzo di una bottiglia di vino Duemani? Come richiesto dai lettori di WineBlog, l’Azienda svela le dinamiche che incidono sul costo dei propri prodotti.
Iniziamo con il fare una distinzione tra i vini dei grandi marchi industriali e quelli delle piccole/medie aziende agricole: nel primo caso la distribuzione dei costi avviene su una più ampia produzione mentre nelle piccole aziende i numerosi costi fissi devono per forza di cose ricadere su un minor numero di bottiglie. E da qui si comincia.
L’Azienda Duemani è stata creata a partire da un terreno incolto che essendo stato lavorato e preparato da zero ha richiesto un considerevole sforzo sia fisico che economico nel processo di lavorazione del suolo, bonifica dai sassi (che a tutt’oggi continuano a riaffiorare durante le lavorazioni), piantagione, palificazione, ecc. In questo pri
mo momento la scelta di coltivare con tecniche biodinamiche non influisce ancora sui costi visto che la lavorazione meccanica utilizzata non presta differenze rispetto alla procedura convenzionale. In compenso, ad incidere sulla difficoltà del lavoro è stata la conformazione del terreno che invece di essere pianeggiante, si presenta collinoso, molto arido ed argilloso. Queste caratteristiche hanno quindi reso molto difficile il processo della lavorazione della terra che però (e per fortuna) ricompensa gli sforzi trasmettendo ai vini Duemani caratteristiche e qualità indiscutibili.
Una volta che la vigna è stata piantata, per almeno tre anni rimane improduttiva e, nel caso dell’Azienda Duemani - trattandosi di viti di selvatico da innestare in un secondo momento – non si è ottenuta produzione per ben 4/5 anni da sommarsi poi, agli altri dodici mesi di attesa che necessariamente devono intercorrere tra la prima raccolta e la prima vendita di vino.
Solo l’insieme di questi fattori basterebbe a far capire quanto sia pesante la loro incidenza sul prezzo del vino e sull’avvio di un’attività vitivinicola ma, purtroppo, le spese di produzione non finiscono qui.
Gestire un vigneto con le tecniche biodinamiche significa infatti risparmiare sui
trattamenti chimici ma certamente non sulla manodopera che diventa fondamentale in tutte le fasi della lavorazione. Ogni singolo passaggio viene eseguito a mano e questo fa sì che la coltivazione biodinamica risulti più costosa di quella tradizionale. Per fortuna però, in cantina tutto si semplifica poiché le operazioni si riducono al minimo: l’Azienda Duemani lascia infatti che sia l’uva a trasformarsi in vino. A questo punto, l’aspetto più costoso è legato all’utilizzo del legno, vale a dire botti e barriques, importantissime soprattutto per il Duemani Cabernet Franc e Suisassi Syrah che fermentano e si affinano totalmente in legno. Anche qui vale la pena fare una precisazione: esistono diverse tipologie di legno e, nel caso di Duemani, oltre ad utilizzare botti di altissima qualità, il loro impiego si riduce a periodi brevissimi (una barriques viene usata soltanto per due, massimo tre volte) dopodiché vengono dismessi.
Solo sommando l’insieme di questi fattori si riesce a determinare il costo medio di una bottiglia di vino a cui vanno poi aggiunte le spese di imballaggio (vetro, tappo, capsula, etichetta, cartone), imbottigliamento, magazzinaggio e consegna oltre agli oneri gestionali. Non dimentichiamo poi i costi derivati dalla cura dell’immagine quali la partecipazione a fiere e degustazioni, la promozione sul territorio, le trasferte, i viaggi, la pubblicità ed i redazionali non curati direttamente dall’Azienda.
Ecco quindi che certamente non sempre, ma spesso, ad un elevato prezzo del vino corrisponde un altrettanto elevata attenzione al particolare lungo tutta la filiera produttiva ed è proprio questa cura a rendere quel prodotto unico nel suo genere.
Per maggiori informazioni:
Azienda Vitivinicola
DUEMANI sarl
Loc. Ortacavoli 56046 Riparbella (PI)
Tel:+39 0583 975048
Fax +39 0583 974675
info@duemani.eu




Interessante questo percorso dal terreno, meglio dalla preparazione del terreno alla bottiglia pronta. Io tiro fuori due fatti che incidono essenzialmente sul prezzo (più alto nel caso di Duemani, o altre aziende piccole ben curate ed improntate alla qualità): in primo luogo la quantità delle bottiglie prodotte e la manodopera. Costi come cura dell’immagine e imballaggio mi sembra che facciano sempre parte della voce “quantità“. Mi sbaglio?
Interessante anche per me , questo percorso , dal sogno alla realizzazione del sogno…Terra arida , sassosa, dura da lavorare, trasformata in vigneto, viti selvatiche da innestare quando si saranno ben adattate, accudite a mano….Si investe moltissimo, in termini finanziari, terre, impianti, cantina, contenitori costosi e di breve ma costoso uso.E si investe moltissimo umanamente, cercando le occasioni giuste per poter raccontare il proprio vino, ovunque nel mondo,dall’Europa agli altri continenti per tentare di potersi ritagliare una propria clientela in questi tempi di crisi che non ha zone franche. Sempre con la speranza di venire capiti , con la speranza che a qualcuno interessi quel vino che si sta producendo che naturalmente non può essere presentato male, ma và presentato con il rango che annuncia l’importanza del contenuto della bottiglia. Mi rendo conto che questo concetto si presta a commenti del tipo: A che ci serve il vetro costoso? mica beviamo il contenitore , a noi interessa il contenuto.Per me è “qualità” anche la cura dell’etichetta e del cartone che deve sì , contenere e proteggere, ma anche
abbellire e presentare il prodotto con un pò di classe.
Ho postato sul mio blog una mia considerazione in merito. Il commento stava diventando lungo e ho preferito mettere un link
Ciao
Pierpaolo
Se vi va di dare un occhiata, avevo fatto a febbraio un post piuttosto dettaglianto sull’argomento, con numeri veri (qui il link http://poggioargentiera.com/blog/2009/01/22/i-miei-costi-di-produzione/)
)
Naturalmente nel mio caso il costo dell’enologo incide tantissimo (questa la lascio a chi la capisce