Cantine Monfort di Lavis: il fascino di uve antiche.

Un nuovo partner aderisce al progetto Wine Blog: Cantine Monfort di Lavis.
Il titolare Lorenzo Simoni rappresenta la terza generazione in azienda: i Simoni vinificano dal 1945; sono originari di Palù di Giovo, piccolo borgo montano della Valle di Cembra noto per aver dato i natali a grandi campioni del ciclismo quali Francesco Moser e da ultimo proprio quel Simoni che con i nostri ha infatti dei legami di parentela.
Incontriamo Lorenzo presso Palazzo Monfort, la sede storica delle Cantine, già residenza nobiliare alla fine del ‘700.

D.: Pergine in Valsugana e in special modo Serso e Viarago, all’imbocco della Val dei Mocheni, sono territori storicamente vocati alla coltivazione vinicola, in particolare dei vini bianchi che troviamo presenti già dal 1200. Qui Cantine Monfort ha voluto avviare un progetto di recupero e vinificazione di antiche varietà a rischio di estinzione: ce ne puoi parlare?
R.: è un progetto avviato quattro anni fa, che nasce dall’intento di valorizzare produzioni enologiche tipiche di questo territorio: con fatica abbiamo recuperato tutta una serie di vitigni estremamente parcellizzati in piccole dimensioni e in numerosi proprietari, appezzamenti storicamente utilizzati…

…per la produzione di vino a livello domestico e destinati a scomparire, ma che proprio per le loro piccole dimensioni – oltre che per l’impossibilità spesso di meccanizzarne la coltivazione – hanno potuto giungere fino ad oggi senza essere sostituiti da varietà più redditizie e “commerciali”.
Per quanto possibile, abbiamo cercato di mantenere le tecniche di coltivazione originarie, mantenendo ad esempio gli impianti con spalliere fitte e alte, e puntando naturalmente ad una produzione di qualità e non di quantità.

D.: di quali uve si tratta, e che caratteristiche hanno i vini che se ne ottengono?
R.: sono varietà antiche quali wanderbara, vernaza, veltliner rosato, con vigneti posti a 500-600
metri di altitudine. Vinificando queste varietà assieme ne otteniamo un vino – il Blanc de Sers – molto pulito, dal profumo fresco e fragrante dove una spiccata florealità si sposa molto bene a note minerali, di moscato ed agrumi maturi. Ha una bellissima sapidità e freschezza, una piacevole acidità che ne consente una più lunga conservazione, e un buon equilibrio dato da una aromaticità non invadente.

D.: un prodotto particolare, dunque, dal “fascino antico”, con caratteristiche peculiari: come comunicate tutto questo a chi voglia avvicinarsi a questi vini?
R.: beh, diciamo che finora la comunicazione è stata lasciata soprattutto al prodotto stesso: la prima presentazione ufficiale del Blanc de Sers (produzione 2002) è stata fatta a ProWein nel 2003, riscontrando subito molto interesse, un successo e un gradimento immediati che abbiamo poi riscontrato anche sul mercato italiano, su quello statunitense e recentemente perfino in Svezia e Scandinavia.

D.: oltre che per la selezione delle uve, la vostra produzione si distingue anche per l’utilizzo di sistemi di coltivazione integrata nel rispetto dell’equilibrio biologico; non siamo ancora però al vero e proprio vino “biologico”, o “biodinamico”… che cosa pensi di questo trend delle produzioni biologiche?
R.: penso che come in tutte le altre cose ci debba essere “la sostanza”, ovvero che la coltivazione biologica per essere tale lo debba essere tenendo conto dell’ambiente in cui si inserisce: noi per ora ci limitiamo a seguire le indicazioni dettate dal Protocollo d’intesa della Provincia di Trento, ma
abbiamo però in progetto una sperimentazione di coltivazione biologica, avendo individuato
un’area in Val di Cembra abbastanza riparata e lontana da possibili contaminazioni.

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No Responses to “Cantine Monfort di Lavis: il fascino di uve antiche.”

  1. Massimo says:

    Bella iniziativa. Complimenti.