Nuova scoperta nel mondo della viticoltura austriaca: il vitigno bianco austriaco più importante, il Grüner Veltliner, è un incrocio tra il Traminer e un’altra uva di cui si conosce ancora poco.
Varietà bianca e relativamente semplice da coltivare, il Grüner Veltliner occupa il 36,4% della superficie vitata austriaca (ca. 50.000 ha), soprattutto nella regione dell’Austria Bassa, a nord di Vienna e lungo le rive del Danubio dove il vitigno trova le condizioni pedoclimatiche ideali dando così il meglio di se, ovvero esplicando con molteplici interpretazioni l’insospettata varietà dei terroir.
Da tempo legato alla viticoltura austriaca, le sue origini rimanevano, fino ad ora, particolarmente oscure. Considerato parte della famiglia dei Veltliner, si è invece recentemente scoperto (grazie all’analisi del DNA) che con i Veltliner il Grüner condivide solo il nome. La sua origine deriverebbe, infatti, da un particolare incrocio tra un Traminer ed una vite ritrovata casualmente a St. Georgen in Burgenland, al confine con l’Ungheria. Di tale uva – conosciuta con il nome di St. Georgs Traube – ancor oggi si conosce ben poco poco sia in termini di identità che di pedigree.
Oggi presente nella gastronomia d’alto livello nazionale e internazionale, il Grüner Veltliner è spesso acclamato davanti al Pinot e Chardonnay di fama. Nel 2003 ha inoltre dato origine al primo vino austriaco a denominazione di origine controllata: il Weinviertel DAC (Districtus Austriae Controllatus) per la cui produzione sono ammesse solo uve di Grüner Veltliner coltivate nel Weinviertel, una zona che comprende 15.000 ettari di vigneti situati a nord di Vienna.
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