STORIA, UOMINI e TERRITORIO Il libro che presenta le Cantine Monfort

Libro Cantine MonfortÈ stato un momento emozionante, quello di venerdì sera, quando Lorenzo Simoni ha preso la parola per parlare del libro che racconta la storia di Cantine Monfort. Ci sono voluti tre anni per realizzarlo (“intanto ho fatto due bambine!” spiega Ierma Sega, autrice dei testi del volume ed editore): tanta era l’informazione che i conferenti di Monfort – insieme al loro vino – hanno portato all’azienda. Questi contadini infatti – insieme alla terra che lavorano – fanno parte integrante della storia della famiglia Simoni. Una storia raccontata attraverso il territorio e la cultura. Le pagine che ci parlano dello sviluppo vero e proprio delle Cantine Monfort, a partire dalla cantina in Val di Cembra fondata nel 1945 da nonno Giovanni, sono infatti assai contenute pur descrivendo tutti i passaggi significativi, la filosofia, i progetti attuali e le idee per il futuro. È Lorenzo stesso che ci racconta questa storia in forma di intervista nel suo stile chiaro e semplice, che esprime però tutta la passione per il suo lavoro, l’amore per il territorio e soprattutto la stima e un forte sentimento per le persone coinvolte nel “progetto Cantine Monfort”, nel quale ormai sta entrando la quarta generazione.

La parte più voluminosa è dedicata al territorio, quello trentino, e alla sua cultura radicata nella tradizione. Vi hanno trovato spazio anche ricchezze artistiche come il Ciclo dei Mesi di Torre Aquila del Castello del Buonconsiglio – specchio di vita e tradizioni del ‘400; le chiese di Santa Maria Assunta a Villalagarina e di San Giovanni Battista a Borgo Sacco, gioielli di arte sacra barocca del Trentino; infine il pittore futurista Fortunato Depero, “che con i colori fantasiosi della sua tavolozza tante volte ha raffigurato l’uva”.
Sono quattro le zone che vengono presentate con tutte le loro particolarità, sia paesaggistiche che culturali – terre dove vengono coltivati il Pinot nero, il Merlot e il Cabernet, lo Chardonnay, ma anche uve autoctone come Nosiola, San Lorenzo, Portoghese, Vernaza, Veltliner rosato e Wanderbara, base preziosa per i vini di Cantine Monfort.

La Valle di Cembra, luogo di nascita dell’azienda, una valle antica con ritrovamenti archeologici che in parte risalgono al periodo neolitico e fenomeni geologici come quello delle piramidi di terra. È una delle valli più caratteristiche del Trentino a nord di Trento, ripida e scoscesa, dove i contadini per secoli hanno strappato alla natura strette terrazze e piccoli appezzamenti per la viticoltura. I pendii non sono adatti a mezzi meccanici e ci vuole una grande tenacia per coltivare le viti e vendemmiare l’uva, che bisogna portare sulle proprie spalle fino al maso.

La Valle dell’Adige, attraversata dalla strada romana Claudia Augusta Altinate: ovvero la zona a nord di Trento fino alla Piana Rotaliana con il Teroldego come particolare espressione enologica del territorio, i pendii orientali da Mezzocorona a Meano e la collina sopra il capoluogo. Mentre numerose attività industriali caratterizzano il fondo valle, sono le colline e i pendii a nascondere degli angoli inconsueti e scorci di paesaggi suggestivi, che più fanno pensare più alla Toscana che al paesaggio trentino caratterizzato dalle montagne. Ed è in questo capitolo che l’autore ha inserito la storia del torchio, che “merita di essere ricordata”.

Il gruppo del SersoLa Valsugana, valle comunicante con il mare Adriatico, con piccoli specchi d’acqua “incastonati tra le montagne” e laghi più grandi come quelli di Caldonazzo e Levico. La viticoltura è stata introdotta dai romani ed è all’entrata di questa valle che la famiglia Simoni ha acquistato il maso Cantanghel. La zona di Serso, vicino a Pergine, rientra nel progetto di recupero di antichi viti autoctone, da cui nasce il Blanc de Sers. Come particolare simpatico vengono ricordati i tradizionali spaventapasseri, che discendono dall’antico mestiere dei “saltari”, le guardie dei vigneti.

Come ultima la Vallagarina, “terra di cultura, di artisti e di vigneti”, un territorio di grande varietà paesaggistica con un clima mite grazie al vicino Lago di Garda, dove è il Marzemino che ha trovato qui il suo ambiente preferito. Zona da sempre trafficata, dove la merce si trasportava attraverso le zattere sull’Adige fino a Bolzano; zona di scultori e pittori che per secoli hanno creato gli altari e gli arredi per le chiese – anche per il Tirolo Austriaco e il Veneto.

La terza parte del libro parla di uomini, dei vignaioli che conferiscono alle Cantine Monfort da molto tempo. Più che parlarne vengono presentati, c’è la foto del gruppo della zona di Serso, e ci sono i ritratti di personaggi inconfondibili – ed è facile immaginare che alla base del loro coinvolgimento c’è una stretta di mano che si rinnova di anno in anno, invece di un contratto scritto.

Il libro si conclude con le schede dei Vini delle Cantine Monfort, un elenco impressionante, risultato di un lavoro “nel rispetto della tradizione e nella ricerca della qualità”. È vero, è un omaggio al territorio del Trentino e alla sua gente, un racconto forte e vivo – grazie anche ai testi caldi e talvolta veramente poetici e alle immagini particolari e semplicemente bellissime di Paolo Calzà. Il libro non sarà messo in vendita, però distribuito in omaggio in tutte le biblioteche delle valli mentionate sul libro.

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