WINERY 2009Come trattare gli scarti enologici nel rispetto dell’ambiente

Trattamento degli scarti enologici e management del relativo impatto ecologico saranno al centro della quinta conferenza internazionale specializzata sulla viticoltura sostenibile  Winery 2009, organizzata dall’ Università di Trento, dall’ Università di Verona e dall’Istituto Agrario di San Michele all’Adige, che si terrà da martedì 31 marzo a venerdì 3 aprile a Trento e Verona. Sono attesi circa 150 delegati provenienti da tutto il mondo, oltre a relatori di 17 diverse nazioni con 64 contributi scientifici. Accanto al lavoro per produrre il vino e per commercializzarlo, una delle attività che assorbe alle cantine molte energie è, infatti, il trattamento degli scarti. Attualmente sono disponibili diverse soluzioni di trattamento dei reflui enologici, soprattutto di tipo biologico, ma la ricerca prosegue per individuare soluzioni nuove per rendere tale trattamento maggiormente sostenibile in termini di risparmio energetico, di riduzione delle aree occupate, di riduzione della produzione di fanghi. Il trattamento degli scarti di cantina è una questione delicata che s’inserisce nel contesto più ampio della viticoltura sostenibile, quella finalizzata a ottenere prodotti agroindustriali di alta qualità, minimizzando l’uso di sostanze chimiche, ottimizzando i metodi di produzione e riducendo gli scarti.
Winery 2009,è un evento internazionale, al quale sono attesi circa 150 delegati provenienti da tutto il mondo, rappresentati da ricercatori e studiosi nel settore della viticoltura sostenibile, sia per gli aspetti legati alla gestione di acque e rifiuti sia per la mitigazione dei relativi impatti. Il convegno prevede gli interventi di relatori provenienti da 17 diverse nazioni (59% Europa, 41% resto del mondo) con 64 contributi scientifici.
Durante il convegno verranno affrontate le seguenti tematiche: caratterizzazione e processi di trattamento dei reflui di cantine, viticoltura sostenibile, tecnologie avanzate per l’ottimizzazione della filiera di produzione del vino e recupero/smaltimento dei rifiuti derivanti da processi di lavorazione. La rapida espansione delle cantine vinicole nelle aree rurali negli ultimi decenni e i limiti sempre più restrittivi per lo scarico degli effluenti e lo smaltimento dei rifiuti organici hanno recentemente suscitato sempre più interesse verso tale settore. La produzione mondiale di vino è di circa 27 milioni di m3, localizzata in Europa (69%), America (18%), Asia (5%), Africa(4%) e Australia (4%) (previsioni Oiv per il 2007). Secondo recenti studi a livello internazionale (Andreottola et al. 2009; Vlyssides et al. 2005), la produzione totale di reflui di cantina ammonta a 0.7- 1.2 volte la produzione di vino. Le acque reflue scaricate da cantine vitivinicole sono caratterizzate tipicamente da elevati carichi organici, valori estremi di pH e presenza di alcuni metalli (rame, zinco) in seguito all’impiego di prodotti antibatterici nelle pratiche colturali e soprattutto da grandi fluttuazioni nell’arco dell’anno (la produzione è concentrata soprattutto nel periodo della vendemmia e alcuni mesi successivi).
Il convegno si aprirà ufficialmente martedì 31 marzo alle 9.30 al Teatro Cuminetti di Trento con i saluti delle autorità: Davide Bassi, rettore dell’ Università di Trento; Alberto Pacher, vicepresidente e assessore ai Lavori pubblici, ambiente e trasporti – Provincia di Trento; Alessandro Andreatta, sindaco reggente di Trento, per passare poi la parola a Renè Moletta, chairman dell’Iwa specialist group on winery wastes management, e a Gianni Andreottola, membro del Comitato scientifico e professore dell’Università di Trento.
Il programma del convegno prevede anche due visite tecniche: la prima presso l’ Istituto Agrario di San Michele all’Adige a Trento e la seconda presso la cantina Rocca Sveva (Soave, Verona). Si tratta quindi di un’iniziativa scientifica che certamente avrà un significativo impatto e ricadute a livello tecnico e costituirà uno stimolo per migliorare conoscenze, competenze e strategie nel settore vitivinicolo.

One Response to “WINERY 2009Come trattare gli scarti enologici nel rispetto dell’ambiente”

  1. baldo-vino says:

    Beh una volta tanto dimostriamo di essere avanti, no?